Quanto costa la pubblicità su Google: il budget per una PMI
Vuoi provare la pubblicità su Google, ma la prima domanda è sempre la stessa: quanto devo spendere? Chiedi in giro e ti rispondono “dipende”, che è vero ma non ti aiuta a decidere. Proviamo a trasformare quel “dipende” in un ragionamento che puoi fare da solo, con carta e penna.
Come funziona il costo su Google Ads
Su Google Ads, la piattaforma per fare annunci su Google, nella maggior parte dei casi non paghi per comparire: paghi quando qualcuno clicca sul tuo annuncio. Questo modello si chiama CPC, cioè costo per clic.
Il prezzo di un clic non lo decide Google a tavolino. Nasce da un’asta che si ripete ogni volta che qualcuno fa una ricerca: più aziende vogliono comparire per la stessa parola, più quel clic tende a costare. Conta però anche la qualità: un annuncio pertinente, che porta a una pagina chiara, può costare meno di quello di un concorrente che offre di più.
Tu decidi un budget giornaliero, cioè quanto sei disposto a spendere in media al giorno. Google non lo sfora in modo stabile: in certi giorni può spendere un po’ di più e in altri un po’ di meno, ma su un mese resta dentro il limite che hai fissato.
Da cosa dipende quanto spendi
Non esiste un listino. Esistono alcuni fattori che spostano il costo in alto o in basso, e conoscerli ti evita sorprese.
Il settore e la concorrenza
Un avvocato, un’assicurazione o un idraulico per le urgenze competono con tanti altri per parole molto richieste: lì i clic tendono a costare parecchio. Una piccola produzione artigianale con un prodotto di nicchia spesso trova meno concorrenza e clic più economici.
La zona in cui vuoi comparire
Mostrare gli annunci in tutta Italia o solo nel raggio di pochi chilometri dal tuo negozio cambia tutto. Una pizzeria che consegna in città non ha nessun motivo di pagare clic da chi cerca dall’altra parte del Paese.
Le parole chiave che scegli
Le parole chiave sono le ricerche per cui vuoi comparire. “Scarpe” è generica, costosa e attira chiunque. “Scarpe da trekking donna impermeabili” è più precisa: la cercano meno persone, ma molto più vicine all’acquisto.
Quanto vale per te un cliente
È il fattore più importante e quasi nessuno lo calcola. Se un cliente nuovo ti lascia un guadagno alto, puoi permetterti di pagare di più per trovarlo. Se vendi un prodotto a basso margine, devi essere molto più attento.
Il budget si calcola partendo dal fondo
Invece di chiederti “quanto posso spendere?”, prova a chiederti “quanto posso spendere per trovare un cliente?”. È un cambio di prospettiva che rende tutto più chiaro. Ecco un metodo semplice, che puoi fare con i numeri della tua attività.
- Calcola il margine per cliente. Non il prezzo di vendita: quello che ti resta in tasca dopo i costi. Se un cliente torna più volte, considera anche quello.
- Decidi quanto di quel margine puoi investire per acquisirlo. È una scelta tua: c’è chi accetta di guadagnare poco sul primo ordine per tenersi il cliente nel tempo.
- Stima quante persone su cento clic diventano clienti. Se hai già un sito con un po’ di traffico, guarda i tuoi dati. Se non li hai, considera che lo scoprirai solo dopo le prime settimane di campagna.
- Ricava il costo per clic che puoi permetterti. Se sai quanto puoi spendere per un cliente e quanti clic servono per trovarlo, sai anche fino a quanto ha senso pagare un clic.
- Confronta con la realtà. Lo strumento gratuito di Google per le parole chiave, il Keyword Planner, ti mostra una stima di quanto costano i clic nella tua zona. Se la stima è molto più alta di quello che puoi permetterti, meglio saperlo prima.
Un esempio ipotetico. Immagina un negozio di biciclette a Palermo che guadagna in media una certa cifra da ogni bici venduta online. Se decide di investire una parte di quel guadagno per trovare il cliente, e sa che servono diversi clic per arrivare a una vendita, ottiene subito un tetto massimo per ogni clic. Sopra quel tetto, la campagna lavora in perdita. Sotto, ha margine per crescere.
Il budget minimo per avere dati utili
C’è un errore che vediamo spesso: partire con un budget così piccolo che la campagna, dopo un mese, ha raccolto una manciata di clic. A quel punto non sai se funziona o no, e la tentazione è dire “Google non fa per me”.
Una campagna ha bisogno di un minimo di clic e di contatti per capire cosa funziona. Il budget iniziale deve quindi essere abbastanza alto da produrre dati leggibili in qualche settimana, e abbastanza basso da non farti male se il primo tentativo va rivisto.
Il modo pratico di ragionare è questo: meglio concentrarsi su poche parole chiave molto precise, in una zona ristretta, con un budget che riesce a coprirle bene, piuttosto che spalmare la stessa cifra su tutto e non vedere niente. Se poi i numeri tornano, allarghi.
Se vuoi un’opinione sul budget di partenza per la tua attività, possiamo guardarlo insieme in una consulenza gratuita di 30 minuti in videochiamata.
Non c’è solo il costo dei clic
Quando metti in conto la pubblicità su Google, considera anche le voci che non compaiono nella fattura di Google:
- La gestione. Qualcuno deve creare le campagne, controllarle ogni settimana, togliere le parole che sprecano soldi e scrivere annunci nuovi. Se lo fai tu, il costo è il tuo tempo. Se lo affidi a qualcuno, è un compenso.
- La pagina di destinazione. È la pagina su cui arriva chi clicca. Se è lenta, confusa o non si legge bene da telefono, paghi clic che non diventano clienti.
- Il tracciamento delle conversioni. Una conversione è l’azione che ti interessa: un acquisto, una telefonata, un modulo compilato. Senza tracciarla, non sai quali annunci portano clienti e quali no.
L’ultimo punto è quello che fa la differenza tra spendere e investire. Una campagna senza tracciamento è come un negozio in cui non sai quali vetrine fanno entrare la gente.
Come capire se i soldi rendono
La domanda giusta non è “quanto ho speso?”, ma “quanto mi è tornato?”. Per rispondere ti servono pochi numeri, che puoi controllare una volta al mese:
- Costo per contatto o per vendita: quanto hai speso in totale diviso per il numero di clienti o richieste arrivati dalla campagna.
- Ritorno sulla spesa pubblicitaria: quanto hai incassato dalle vendite portate dagli annunci rispetto a quanto hai speso.
- Termini di ricerca: in Google Ads c’è un elenco delle ricerche reali che hanno fatto comparire il tuo annuncio. Leggerlo ogni tanto ti fa scoprire clic pagati per ricerche che non c’entrano nulla con te.
Attenzione ai numeri che piacciono ma non pagano le bollette: impressioni (quante volte l’annuncio è stato visto) e clic sono utili per capire cosa succede, ma da soli non dicono se stai guadagnando. Ne parliamo meglio nella pagina dedicata ai nostri servizi di advertising, dove spieghiamo come impostiamo il tracciamento.
Domande frequenti
Posso fermare la campagna quando voglio?
Sì. Su Google Ads non ci sono vincoli di durata: puoi mettere in pausa, cambiare budget o chiudere quando vuoi. Paghi solo quello che hai effettivamente speso.
In quanto tempo capisco se funziona?
Dipende da quanti clic e contatti raccogli. In genere servono alcune settimane per i primi segnali e qualche mese per una campagna stabile. Giudicare dopo pochi giorni porta quasi sempre a conclusioni sbagliate.
Meglio spendere poco e a lungo o tanto e per poco?
Per iniziare, meglio un budget costante e sostenibile su un’area ristretta. Ti dà dati regolari e il tempo di correggere il tiro senza bruciare tutto in un colpo.
Da dove partire
Se stai pensando di investire su Google, questi sono i passi da fare subito:
- Calcola quanto ti resta in tasca da un cliente medio e decidi quanto sei disposto a spendere per trovarne uno nuovo.
- Apri il Keyword Planner di Google e guarda quanto costano, nella tua zona, le ricerche più vicine a quello che vendi.
- Prima di accendere gli annunci, assicurati di poter misurare vendite, chiamate o richieste.
Se vuoi un secondo parere sui tuoi numeri prima di partire, prenota una consulenza gratuita: in mezz’ora ti diciamo se, secondo noi, Google ha senso per la tua attività e da dove cominceremmo.
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